Le basi del CAD: Le proiezioni

Piccola premessa, per capire le basi di proiezioni ortogonali il cammino è lunghetto e servono un saccottino di immagini.

Scomposizione in facce di un generico solido
Scomposizione in facce di un generico solido

Di cosa si sta parlando?

Magari incubo delle medie di alcuni di voi, magari sogno di altri, nel disegno tecnico le basi di proiezioni ortogonali sono la chiave per capire il CAD.
Le proiezioni ortogonali sono il metodo in cui si è comunemente deciso di rappresentare degli oggetti in 3 dimensioni su carta. Quello che magari non tutti sanno è che ci sono parecchie regole (Normativa UNI EN ISO 5456 1/2 per chi volesse cercarla ) da rispettare per fare in modo che chiunque prenda in mano un disegno sia in grado di capire cosa vogliamo comunicare.
E io con la scusa di ripassare per l’esame di disegno di macchine vi accompagnerò con la serie “Le basi del CAD” attraverso le normative di disegno.

I diversi tipi di proiezione ortogonale

Bene, abbiamo il nostro progetto in mente e vogliamo metterlo su carta per farcelo fare dal signor Pinko Pallo. Come facciamo?
La realtà è che prima dobbiamo metterci d’accordo con lui su quale chiave di lettura usare.
La prima differenza si trova nel tipo di proiezione: utilizziamo delle proiezioni centrali o parallele?

Fa vedere la differenza tra proiezioni centrali e proiezioni parallele
Proiezioni centrali a sinistra e paralelle a destra

Le proiezioni centrali

Le proiezioni centrali sono le viste prospettiche, ovvero quelle che farebbe una macchina fotografica che fa una foto da un singolo punto, o, ancora meglio, è quello che vediamo noi guardando il mondo.
Questo tipo di vista ci da il senso di tridimensionalità e il senso degli spazi
Bene, sembra una scelta ottima no? NO.
Il motivo nonostante sia letteralmente sotto gli occhi di tutti non è scontato, infatti questo tipo di proiezione distorce dimensioni e forme.

esempio di proiezioni centrale nell'arte per far vedere le falle della proiezione centrale
esempio di proiezioni centrali nell’arte

Guardiamo questo dipinto ad esempio, i palazzi sono più bassi delle colonne? No, e tantomeno le navi passerebbero nel colonnato.

Questo tipo di disegno si usa appunto per far capire la tridimensionalità di un oggetto, ma non ci fa comodo per mettere in risalto le dimensioni e il signor Pinko non ci capirebbe nulla.

Le proiezioni parallele

Andiamo a vedere allora la scelta corretta, ovvero le proiezioni parallele. Questo tipo di proiezioni sono molto più limitate dato che si vede solo una faccia di un oggetto alla volta, ma con più proiezioni parallele possiamo ottenere una descrizione faccia per faccia di un oggetto. Inoltre nelle proiezioni parallele ci sono anche le assonometrie, ovvero si, la vista è parallela, ma non perpendicolare ad una faccia. Ma è più facile vederlo che spiegarlo.

proiezioni parallele inclinate e perpendicolari
Proiezioni parallele perpendicolari a sinistra e inclinate a destra

Nel campo delle proiezioni ricadono quindi le assonometrie che possono essere usate nel disegno tecnico e danno quel senso di tridimensionalità generale. Inoltre come vedremo più avanti sono fondamentali per gli assemblati come questo qui sotto.

esempio di utilizzo di proiezioni parallele inclinate per un assieme
esempio di utilizzo di proiezioni parallele inclinate per un assieme

I metodi di proiezione ortogonale

Per poter capire le basi di proiezioni ortogonali bisogna partire da un piccolo lavoro di fantasia.
Prendiamo il nostro oggetto, lo bagnamo nell’inchiostro e lo chiudiamo in una scatola grande esattamente il giusto per chiudere l’oggetto.
Bene, questo metodo è il metodo Americano o metodo del terzo diedro.

visualizzazione del terzo diedro
Visualizzazione del terzo diedro

Ovvero disegno la faccia che appoggia sul foglio, o come lo descriveva il mio professore delle superiori il “copia faccia e ribalta”.

Visualizzare il terzo diedro come una scatola aperta
come aprire la scatola per la vista americana

Nonostante sembri intuitivo vi assicuro che non lo è per nulla almeno per la mia esperienza.

Vediamo ora il disegno Europeo o del primo diedro e cerchiamo di fare anche qui uno sforzo di immaginazione.
Prendiamo un pezzo, scegliamo una faccia di partenza e facciamo una foto. Lo giriamo su un altro lato e ne facciamo un’altra, e così via fino a completare tutti i lati. Si ricompongono le foto e il disegno è fatto.

Visualizzazione del primo diedro nel disegno tecnico
Visualizzazione del primo diedro

Questo è il metodo che usiamo qui ed è quello un pochino più intuitivo.

Come aprire la “scatola” del primo diedro

Per concludere vorrei far notare le due immagini delle due scatole che si aprono. Queste hanno in basso a destra un disegno di un cono.
Questo micro-disegno lo si trova anche nei disegni tecnici e ci dice esattamente con quale metodo sono state fatte le proiezioni.
Per questo articolo è tutto e adesso avete anche voi delle basi di proiezioni ortogonali.
Per gli aggiornamenti sulla serie vi basterà andare nella sezione nuovi articoli e cercare “Le basi del CAD”, oppure andare nella sezione dedicata al disegno cad.

Le varie tipologie di stampanti 3D

In questo articolo parliamo delle varie tipologie di stampanti 3D; Infatti questo mondo è molto vasto e pieno di tecnologie, ognuna con i suoi vantaggi e svantaggi.

Stampante FDM (Fused Deposition Modeling)

Rappresenta la sezione di una  tipologia di stampanti 3d fdm
Stampante FDM

La stampante FDM è la più comune e accessibile sul mercato. Questa tipologia di stampante 3D funziona riscaldando un filamento di plastica e depositandolo strato per strato per creare l’oggetto. I vantaggi di questa stampante sono il basso costo di acquisto e la facilità d’uso oltre alla grande disponibilità sul mercato di varie alternative. Tuttavia, gli oggetti stampati in questo modo possono presentare una scarsa qualità di finitura e una bassa precisione dimensionale.
In realtà vedremo che con alcune accortezze nelle impostazioni e nel post-produzione otterremo risultati non solo accettabili, ma anche “meccanicamente funzionali”.

Stampante SLA (Stereolithography)

Questo rappresenta come funziona una stampante stereolitografica
Meccanismo di funzionamento della stereolitografia

La stampante SLA utilizza un laser per solidificare una soluzione di resina, creando strati sottili fino a ottenere l’oggetto desiderato. Questa tipologia di stampante 3D ha qualità della finitura e la precisione dimensionale degli oggetti stampati in questo modo sono molto elevate, tuttavia il costo di acquisto è più elevato rispetto alla stampante FDM e la resina utilizzata può essere costosa e, per quanto riguarda delle resine particolari, possono contenere sostanze tossiche.
Infatti è importante non solo comprare la stampante, ma anche delle attrezzature per la protezione di occhi, pelle e vie respiratorie. Io lascio qui il link per aTuttoNozzleZone, dove troverete il reparto DPI se volete vedere cosa utilizzo io sia per la sicurezza sulle stampanti 3D, sia per la sicurezza sulle altre macchine.
Per direzionare il laser si utilizza uno specchio mobile e motorizzato. Questo meccanismo può avere dei problemi, come l’usura dello specchio (eh si, gli specchi si usurano) oppure, più banale, la qualità dello specchio e del laser.

Stampante SLS (Selective Laser Sintering)

Meccanismo della stampante SLS

La stampante SLS utilizza un laser per fondere la polvere di materiale (metalli, plastiche, ceramiche) stratificandola per creare l’oggetto desiderato. La qualità della finitura e la precisione dimensionale degli oggetti stampati in questo modo sono molto elevate, inoltre è possibile stampare con una enorme varietà di materiali. Tuttavia il costo di acquisto è molto elevato e richiede una maggiore esperienza per l’utilizzo.
Per quanto riguarda i materiali la cosa davvero interessante è la possibilità di stampare metalli. La questione è: si comporta come un pezzo di metallo creato utilizzando tecniche tradizionali?
Sni, infatti si, il pezzo può avere caratteristiche meccaniche simili a quello creato utilizzando tecniche tradizionali, ma deve essere progettato in modo ottimale e deve seguire un processo di post-produzione (deve essere praticamente cotto per poter uniformare la distribuzione del materiale).

Stampante DLP (Digital Light Processing)

L'immagine serve a far vedere come funziona una tipologia di stampanti 3d di tipo SLA
Tipologia di Stampante 3D DLP

La stampante DLP utilizza un proiettore per solidificare una soluzione di resina. Il processo è simile a quello della stampante SLA, tuttavia la solidificazione avviene in un unico passaggio invece che strato per strato. Ciò consente di stampare oggetti più grandi e complessi in tempi più brevi, tuttavia la qualità della finitura può essere inferiore rispetto alla stampante SLA.
Infatti questa è la tipologia di stampante 3D a resina più diffusa tra i maker e il problema ovviamente è la risoluzione dello schermo LCD. LO schermo è composto da pixel, e la densità dei pixel identifica la qualità con cui il singolo strato viene proiettato e di conseguenza con cui verrà stampato.
Un piccolo problema con le prima stampanti 3d a resina economiche era quello dell’omogeneità del fascio di luce (problema ormai ampiamente risolto), ovvero, come vediamo in figura, il fascio di luce veniva distorto dall’errore di parallasse e questo andava ad enficiare sulle tolleranze ai bordi della vaschetta di resina (dove ovviamente il fascio era più distorto) e portava problemi di tenuta del pezzo al piatto sui lati.

In generale, la scelta della stampante 3D dipende dalle esigenze specifiche del progetto e dal budget a disposizione. È importante considerare non solo i costi iniziali di acquisto, ma anche i costi a lungo termine, come i materiali di stampa e la manutenzione.

Anche per questo articolo è tutto e se volete rimanere aggiornati guarda qui le nuove uscite per altri articoli!!!

Cos’è il disegno CAD

l disegno CAD (Computer-Aided-Design) è un metodo di progettazione utilizzato per creare modelli tridimensionali di oggetti mediante l’uso di un computer. I sistemi CAD consentono agli utenti di creare, modificare e visualizzare progetti in modo efficiente e preciso.

I vantaggi dell’utilizzo di un CAD sono molteplici. Innanzitutto, essi consentono di creare progetti con maggiore precisione e accuratezza rispetto ai metodi tradizionali di disegno a mano. Inoltre, i sistemi di disegno CAD possono essere utilizzati per generare automaticamente le specifiche tecniche e le istruzioni per la produzione, il che rende il processo di produzione più efficiente. Ancora, a differenza del disegno tradizionale è possibile “girare intorno” al pezzo e valutarne, prima della effettiva realizzazione aspetto e forma.

I CAD consentono di creare modelli tridimensionali dettagliati e precisi che possono essere utilizzati per la stampa 3D. Una volta creato un modello in un sistema CAD, è possibile esportarlo in un formato compatibile con la stampante 3D e stampare l’oggetto.

Inoltre, i sistemi CAD consentono di condividere i progetti con colleghi e collaboratori in modo semplice e veloce, in quanto i file possono essere salvati e inviati via email o tramite cloud. Inoltre, i sistemi CAD possono essere integrati con altri software come la simulazione, che permette di valutare e sistemare le tolleranze, se delle parti in movimento interferiscono tra loro ecc… , l’analisi e la gestione dei dati, il che rende possibile una maggiore collaborazione tra team di progettazione e di produzione.

Infine, i sistemi CAD consentono di creare progetti in modo più rapido e conveniente rispetto ai metodi tradizionali, poiché gli utenti possono modificare e riprodurre i progetti con facilità, il che significa meno tempo e meno costi per la creazione di prototipi e modelli.

In sintesi, l’utilizzo di un sistema CAD consente di creare progetti con maggiore precisione, accuratezza e rapidità, migliorando la collaborazione tra team e la produzione.

I software

I software più utilizzati in generale sono i seguenti, in particolare possiamo guardare casa Autodesk
– Inventor:
Software gratuito per gli studenti che mette a disposizione un software completo di CAD professionale con anche un insieme di plug-in riguardanti la parte CAM e altre funzioni di simulazione. Inoltre dispone di una enorme libreria di componenti acquistabili (viti, bullo ecc..) Permette inoltre di effettuare simulazioni e rendering sul movimento e sugli sforzi.

Ambiente di lavoro inventor


– Autocad 3D
Programma perfetto per chiunque debba realizzare dei disegni un 2D con la possibilità di fare qualche passo nel 3d
Permette di creare immagini vettoriali per CNC e Laser

Esercizio cad università albero autocad esempio
Immagine di una schemata Autocad


– Fusion 360
Come inventor e un software CAD che da accesso ad una vasta gamma di opzioni, però rispetto a quest’ultimo è più “minimal”, ovvero ha un po’ meno opzioni e molti meno plug-in
Ha un grandissimo vantaggio però, ovvero che è online base e permette di condividere tutto su un cloud che può essere pubblico o privato. Inoltre a differenza di altri programmi di casa AutoDesk, questo per gli amatori è GRATUITO
– 123D Design
Un sistema di disegno CAD super basic, ma molto efficiente. Progettato specialmente per i designer, ma utile anche a chi vuole iniziare. L’utilizzo è un pochino macchinoso dato le funzioni limitate. anche questo prodotto di Autodesk è gratuito, ma sceglierei sempre fusion 360.

Immagine della schermata principale di 123D design, un CAD
Ambiente di lavoro di 123D Design

Di altre case software sono degni di nota i seguenti, su cui purtroppo non ho esperienza e non saprei commentarli in maniera troppo approfondita, lascio a voi quindi l’esplorazione!!!

  • Blender:
    Un programma ottimo per chi vuole creare “scolpendo” un pieno o modellandolo come se fosse plastilina digitale
  • Rino
    Bhe, questo è un programma per l’industria, molto professionale.
  • SolidWorks
    Grande concorrente di casa AutoDesk, programma molto valido, specialmente per la collaborazioni con Apple e con iPad. Una nota degna di merito è una e una sola: Il fantastico motore grafico del software; per quanto mi duole ammetterlo, molto migliore di inventor.
  • SketchUp
    Programma per architetti (punto).
    No dai, in realtà ha molti lati positivi, come la scelta dei materiali, la grafica non troppo barbina e a differenza di altri programmi estremamente intuitivo.

    Ovviamente ne esistono a migliaia di CAD 2D e 3D, ma questi sono quelli che conosco meglio.
    Anche per oggi abbiamo finito, rimanete aggiornati sui nuovi articoli!!!
    In più è iniziata la serie di articoli per imparare a disegnare e leggere i disegni. Il primo articolo lo trovi qui.

Il parco macchine di aTuttoNozzle

Sei alla ricerca della macchina per te? ecco le macchine di aTuttoNozzle e i suoi consigli per gli acquisti!!!

Macchine per la stampa 3D:
Vuoi sapere di più sulla stampa 3D? Leggi i miei articoli a riguardo

Ender 3

Ecco qui, la dea degli starter pack: la famosa Ender 3 e tutte sue versioni
Una macchina super utilizzata e comune, penso che tutti gli stampatori 3D ne hanno una e/o hanno fatto un pensiero sul comprarla
Super flessibile e super modificabile con una solida struttura.
Lati positivi

  • Prezzo
    Sono pienamente cosciente che sembra parecchio alto, ma ha un suo perchè: la struttura è solida, è plug & play e non ha bisogno di troppa manutenzione se non il “abbine cura”
  • Flessibilità
    Motivo per cui è un’ottima macchina per iniziare ; può stampare le cose più importanti, ovvero ABS,PLA e PETG. Con alcune accortezze si possono iniziare a muovere i primi passi anche nei materiali flessibili, per cui però ho qualche riserva (vedremo dopo)
  • Personalizzazione
    La macchina è presente sul mercato da molti anni e ciò ha permesso a generazioni di Maker di pensare e progettare una serie di gadget e personalizzazione che ottimizzano ancor di più la tua macchina, inoltre la sua struttura è facilmente modificabile ed è possibile andare a maneggiare le singole componenti:
    – non mi piace il nozzle: CAMBIALO
    – non voglio il boden :TOGLILO
    – preferisco il piatto elastico: MONTALO
    (il tutto a vostro rischio e pericolo ovviamente)
    La stessa Crealty, azienda produttrice, fornisce alcuni pezzi di ricambio o modifiche come l’autolevel.
    Inoltre io considero estremamente formate il fatto di montarsi da soli la prima stampante e la ender permette questa esperienza.

Svantaggi

  • Il bowden
    Ovvero il tubicino che porta il filamento dall’estrusore all’hot-end, la presenza di questo armeniccolo maledetto rende difficile stampare filamenti elastici
  • L’area di stampa
    So che per molti di voi potrebbe sembrare un’assurdità, ma l’area di stampa 30×30 è più piccola di quello che sembra, alcuni progetti potrebbero venir tagliati a metà e poi collegati.
  • Le guide e la motorizzazione
    Magari abituato all’anet a8, la guida a ruota mi convince sempre poco, specialmente per il fatto che solo un lato dell’asse z è motorizzato che potrebbe portare ad una disomogeneità nelle tolleranze.
Macchina stampante 3d inserita per far vedere la stampante ender 3 di cui si parla nell'articolo 
é una delle macchine di aTuttoNozzle
Macchina ender 3 V2

FLSUN QQ

Bhe che dire, questa è la mia prima macchina Delta, molto valida, specialmente per quanti riguarda la velocità di stampa.
Infatti la struttura della macchina delta viene generalmente utilizzata per i fast-picker delle linee. Infatti vedremo in un articolo che la struttura della stampante 3d varia e ognuna ha dei vantaggi e svantaggi.
La struttura a delta è quella per la velocità di movimento pur mantenendo un’ottima precisione. Vediamo un video della macchina in funzione.

il vantaggio di questa macchina è la precisione e la velocità

Elegoo mars e Elegoo Saturn

Tra le macchine di aTuttoNozzle non mancano le stampanti a resina!!
Anche su queste stampanti nulla da dire: infatti le ho entrambe ed entrambe hanno una grande affidabilità:
Sei stanco di controllare se la stampa è andata a buon fine?
Sei stanco del rumore?
Basta, finito tutto, infatti queste stampanti sono affidabili e silenziose e, faccio quasi fatica a dirlo, “veloci”
In realtà dipende cosa intendete per veloce, ma dovete tenere in considerazione che è il numero di layer che conta, non il volume del singolo layer. Inoltre se venite da un FDM e siete pigri almeno un quarto di quanto lo sono io, la finitura iniziale è SPETTACOLARE e dopo una carteggiatina e una buona pulita il pezzo uscirà PERFETTO.


Ma ora i tasti dolenti
L’equipaggiamento necessario per utilizzarle in sicurezza comprende almeno maschera e guanti, la cura del pezzo comprende o una macchina a parte o una lampada uv (o una giornata soleggiata) e un piatto girevole
Quindi quando comprate questo tipo di macchina, considerate che non c’è solo la spesa del materiale e della macchina, ma anche quella dell’equpaggiamento.
Poi altro piccolo intoppo bhe… E MALEDETTAMENTE PICCOLA, ma non il piccola “non posso stampare nulla”, ma il piccola “quella volta che voglio stampare una cosa in resina mi accorgo che è troppo grande”, e li iniziano le ore di tentativi per incastrare il pezzo nel volume di stampa della stampante.

Devo dire la verità, in realta una volta fatta l’abitudine a queste piccole accortezze da prendere sono stampanti che si fanno AMARE.

Il CNC: Il fulcro dell’industria 4.0

I CNC (Controllo Numerico Computerizzato) ormai sono il fulcro di un’azienda 4.0: infatti ormai la stragrande maggioranza delle macchine all’interno dell’industria metalmeccanica e non solo sono a controllo numerico.
Ma cosa vuol dire questo? Semplicemente significa che invece di avere una persona dietro un tornio a manovrarlo tramite manopole, esperienza comunque molto educativa nonchè parecchio divertente, c’è un computer a comandare la macchina.
Questo permette di velocizzare parecchio le lavorazioni e di sfruttare al meglio utensili e materiali, oltre ad aprire molte porte all’automazione dei processi.

Esempio di un tornio CNC, simbolo dell'industria 4.0
Tornio CNC, Industria 4.0

Ma come si usa questa macchina?
Il CNC, fulcro industria 4.0, meccanicamente la struttura è identica a quello di un tornio normale o di una fresa classica , ma invece di avere le leve e le manopole ci sono dei motori passo-passo (particolari motori che permettono di controllare meticolosamente l’angolo e la velocità di rotazione) a muovere i comandi.
Questi motori “prendono ordini” da un computer che viene programmato tramite uno speciale linguaggio di programmazione che ha delle linee guida generali, ma cambia in realtà da casa produttrice a casa produttrice.

Esempio di G-code di una macchina, in particolare una fresa

Il linguaggio di programmazione
Per che di voi è avvezzo ai linguaggi di programmazione classici come java, phyton, c++,c# ecc… noterà che non assomiglia a nessuno di questi, infatti è un linguaggio di programmazione molto semplice.
Infatti il linguaggio è strutturato in questo modo:

  • Il linguaggio è diviso in linee numerate
  • Ogni linea ha una funzione G seguita da un numero,
    Questa indica una funzione della macchina come curva in senso orario, curva in senso antiorario, interpolazione lineare ecc… tutto dipende dalla macchina, ma ci sono dei comandi “universali”. Leggi qui la lista comandi della Fanuc ad esempio.
  • oppure un comando M che indica una funzione secondaria alla geometria del pezzo, come il cambio utensile, la fine del programma ecc..

Cavolo ma per fare un pezzo complesso devo scrivere il programma a mano?

La risposta è no, infatti sempre più spesso i programmi di disegno integrano al loro interno vari ambienti CAM (Computer Aided Manufacturing).
Un esempio è il CAM di Inventor che vediamo qui sotto.

CNC fulcro industria 4.0
Sezione CAM di inventor

Questi programmi aiutano molto a gestire il CNC, ma serve saper disegnare in CAD.
Parlerò del CAD in un prossimo articolo.

Il CNC come opportunità
Fino ad adesso abbiamo visto come funziona, ma perché passare al controllo automatico?
I vantaggi sono moltissimi:

  • Ripetibilità
    ogni pezzo viene salvato come codice e salvato su una memoria.
    Ti serve quel pezzo? è già pronto: carica il file e la macchina e premi invio!!
  • Affidabilità
    ogni pezzo viene riprodotto alla stessa identica maniera, infatti molte macchine moderne pur di mantenere la tolleranza hanno delle funzioni che prevedono anche l’usura dell’utensile e vanno a correggere il codice per ogni pezzo. Questo implica la precisione della macchina anche sul lungo periodo.
  • Mobilità
    Vedremo in un prossimo articolo che i CNC possono essere di diversi tipi, ma la cosa che li discrimina maggiormente sono gli “assi”, ovvero i movimenti che la macchine può fare.
    Molti di questi sono impensabili per un umano e questo grado di mobilità permette di sviluppare anche geometrie complesse.

Possiamo quindi concludere che il CNC fulcro industria 4.0.

E anche per oggi è tutto. Rimanete aggiornati sulle novità cliccando qui !!!

Cos’è la stampa 3D

La stampa 3D è un “nuovo” tipo di lavorazione definita additiva, infatti, a differenza della maggior parte delle lavorazioni che si utilizzano, la stampa 3d dal nulla aggiunge del materiale fino a creare il nostro pezzo.
Ho scritto “nuova” non a caso, vi stupirà sapere che, nonostante le stampanti siano entrate in commercio in maniera accessibile al pubblico da poco meno di un decennio, il brevetto nasce dall’ingegnere Chuck Hull nel 1986!!!

Lascio il link della storia della stampa 3d
Quando è stata inventata la stampa 3D? Negli anni ottanta

Hull stampa 3D
Immagine di giornale ritraente Hull

Come funziona?
Domanda interessante, e come tutte le domande interessanti la risposta è DIPENDE.

In un prossimo articolo (Se siete curiosi, quando uscirà, il link comparirà qui) parlerò dei vari tipi di stampante e più nel dettaglio come funzionano singolarmente. Adesso limitiamoci a generalizzare così
Funziona come un sandwich: infatti si prende un oggetto disegnato al CAD, lo si divide in piccole fettine (slicing) e la stampante strato per strato lo “monta” facendo sì che ogni singolo strato aderisca al precedente fino a montare il nostro “sandwich” di (generalmente) plastica!

come passare da STL alla Stampa
Processo di slicing per la stampa 3D

Ora, questi strati li possiamo creare in vari modi e questi diversi modi sono la maggiore differenziazione tra i tipi di macchine.
Le più comuni, ovvero le FDM (Fused Deposition Modeling), utilizzano del materiale fluidificato che viene depositato sullo strato precedente. Lo strato caldo appena depositato scioglierà un minimo lo strato precedente e andrà a legare con quest’ultimo raffreddandosi.
Esistono molti materiali e molte stampanti, ma tutti, e dico tutti, avranno sicuramente sentito parlare del PLA (Acido polilattico).
Non fatevi spaventare dalla parola acido, in realtà è un materiale perfetto per imparare a stampare in 3D: economico, versatile, fonde a basse temperature e non emette fumi nocivi.
Per gli appassionati di chimica come me lascio qui sotto la forma molecolare del polimero,

Acido Polilattico
gentile presa in prestito da wikipedia della catena di acido polilattico
Bobina di filamento per la stampa 3D

Per tutti gli altri lascio la forma in cui si ritrova più spesso, ovvero il filamento.
Il filamento sarà poi quello che effettivamente entrerà nella stampante grezzo e uscirà dalla stampante come il nostro oggetto.

Tutto bello e tutto chiaro, ma questa faccenda quanto mi costa?

Non serve che proteggiate i portafogli nella paura di spendere le migliaia di euro, la tecnologia è talmente avanti che con poco più di un centinaio di euro è possibile prendere una buona macchina.
A titolo aneddotico vi allego con affetto la mia prima stampante 3D, una (molto probabilmente) copia di una Anet A8 che, pur avendola pagata 70 euro, faceva il suo sporco lavoro, tanto che sono riuscito a stampare alcuni modelli che poi ho lasciato a scuola come prompt per la spiegazione.
Appena sarà possibile nella home di questo sito metterò dei link sotto “il mio materiale” per darvi un’idea di cosa uso e ho usato io.

Anet A8 in funzione con i PTN in sottofondo perchè sì.

Bene, e per oggi è tutto, ora sapete cos’è la stampa 3d, come funziona nella pratica e se è costosa. Al prossimo articolo!!!
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